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La sigla FUT, Follicular Unit Transplantation, fa riferimento a una specifica tecnica di trapianto di capelli. Nella chirurgia FUT hanno trovato la soluzione alla propria calvizie circa due milioni di donne e uomini negli scorsi tre decenni.

 

Il trapianto FUT in breve

In breve, un trapianto di capelli FUT prevede la rimozione di una losanga di pelle dal retro della testa, la così detta “zona donatrice”, dalla quale andare a estrarre unità follicolari che vengono poi impiantate nelle aree diradate, la “zona ricevente”.

Per ottenere le unità follicolari dalla losanga di pelle, questa viene dissezionata con un apposito strumento, un microscopico stereoscopico. L’utilizzo di questo strumento rappresenta una novità rispetto al passato e ha portato alla possibilità di eseguire trapianti migliori. Con tale microscopio è infatti possibile vedere in modo molto ingrandito, e quindi molto chiaro, la zona di pelle sulla quale si sta lavorando. Così facendo, la dissezione risulta essere molto più precisa ed efficiente, fino a un 30% in più rispetto al passato.

Nella zona ricevente vengono poi realizzate delle apposite incisioni nelle quali collocare queste unità follicolari ricavate dall’area donatrice. I capelli innestati cresceranno poi nel giro di una dozzina di mesi.

 

Il principio dietro il trapianto

In natura, i capelli si presentano a piccoli gruppi ravvicinati tra loro. Ogni unità follicolare infatti contiene circa 5 capelli. Questi gruppi devono restare inalterati durante il processo di trapianto se si desidera ottenere un risultato effettivamente naturale ed esteticamente gradevole. Lo scopo del trapianto è proprio quello di ricreare questo pattern naturale avvalendosi dei capelli del paziente stesso, tolti dalla zona in cui ne ha di più per coprire quelle invece più vuote.

La zona nota come donatrice è caratterizzata dalla presenza di follicoli che geneticamente non subiscono l’azione del DHT, l’ormone responsabile dell’alopecia androgenetica. Questo significa che i follicoli di questa zona non verranno colpiti dalla calvizie. Se spostati nelle zone invece sensibili al DHT vanno tranquillamente a sostituire i capelli lì persi mantenendo la loro resistenza all’ormone.

 

Altre differenze rispetto al passato

Col passare degli anni le tecniche di trapianto sono andare raffinandosi e migliorando. Rispetto al passato, i trapianti hanno fatto numerosi passi in avanti. Gli obiettivi maggiormente perseguiti nel corso del tempo sono stati quelli di ridurre il tasso di danneggiamento dei follicoli durante le varie fasi del trapianto, rendere maggiore e più naturale la ricrescita dei capelli trapiantati e sempre meno visibili le cicatrici in zona donatrice.

La tecnica di trapianto FUT, in particolare, lascia una cicatrice lineare sulla parte posteriore della testa che può risultare antiestetica e difficile da nascondere, specialmente se si sceglie di tenere i capelli corti. Tuttavia, le migliorate abilità e tecniche dei chirurghi permettono oggi di minimizzare questo problema.

 

Le fasi del trapianto FUT

La primissima fase di un trapianto FUT prevede chiaramente di identificare e preparare il sito di prelievo. Questa zona deve presentare delle specifiche caratteristiche che la rendono una buona candidata per l’estrazione. Una volta individuata, la zona va rasata e anestetizzata, in modo che al momento del taglio non si senta dolore. Il paziente è posizionato a pancia in giù durante questa fase, così che la zona interessata sia ben esposta.

Il passo successivo è la rimozione vera e propria della losanga, il che richiede circa tre quarti d’ora, e la successiva chiusura dei lembi di pelle rimasti aperti con punti di sutura o apposite graffette in acciaio inox. Il paziente continua a restare in posizione prona.

Durante la fase di chiusura dei lembi si avvia già il terzo passaggio del trapianto, messo in atto dai tecnici. Il loro compito a questo punto è quello di ricavare dalla pelle separata dalla testa le unità follicolari. La losanga viene quindi frammentata in piccole parti dalle quali poi si dissezionano le singole unità.

Una volta ottenute le unità follicolari bisogna andare a innestarle in area ricevente. Per fare ciò si realizzano una serie di incisioni in cui inserirle. Tali incisioni hanno dimensioni tendenzialmente comprese tra i 0,5 e i 0,7 millimetri per innesto di graft singole e tra i 0,9 e i 1,10 millimetri per graft multiple.

Una nota tecnica per realizzare le incisioni è conosciuta come “lateral slit”. Questa prevede la realizzazione di incisioni di una profondità perfettamente corrispondente a quella dell’unità follicolare da inserire, grazie all’utilizzo di lame personalizzate.

Infine, si impiantano con precisione le unità follicolari estratte nelle incisioni realizzate cercando di non danneggiarle. Si tratta di una fase delicata che va eseguita con la dovuta abilità.

Esistono diversi tipi di soluzione alla calvizie, ma se si ha la fortuna di presentare un’area donatrice sufficientemente ricca, un trapianto bene eseguito trapianto costituisce sicuramente una scelta eccellente.